C’era una volta: Somma Lombardo

stemma araldico comune di somma lombardo.

Sono nato e ho passato la maggior parte della mia vita in una città del Varesotto che si chiama Somma Lombardo. Una città mediocre, come se ne vedono molte, ormai, nella provincia. Più di 16000 abitanti, che però non mostrano assolutamente nessun interesse verso la vita civica nella sua declinazione artistica o ludica. Tradotto, una città che avrebbe molte potenzialità, ma le sta lasciando lentamente appassire sotto il peso degli anni.

Allo stesso modo, nemmeno io l’ho mai considerata particolarmente viva, bella o degna di una qualsivoglia vista con un occhio artistico, pur sapendo che la città possiede un passato molto solido, che affonda le radici addirittura nella preistoria. Non si può allo stesso modo non considerare la storia più recente della città, sicuramente più documentata e legata alla casata dei Visconti di Modrone.

Recentemente ho ricevuto la visita di un amico con qualche anno in più sulle spalle; lo preciso, anche se l’interessato non ne sarà molto contento, perché questo spiega quello che andrò a raccontare in seguito.

Davanti ad un buon caffè, io e il mio amico arriviamo a parlare di quanta bellezza artistica e di quanti luoghi notevoli siano presenti in Italia e, soprattutto, di come questi siano molto spesso più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Purtroppo, però, a causa del disinteresse generale e della mancanza di informazioni e pubblicità, questi luoghi giacciono completamente ignorati dai residenti. Ce li ricordiamo, al contrario, solo nel caso qualche turista tedesco ci chieda indicazioni su come raggiungerli e, in seguito al nostro sguardo confuso, lo stesso turista proceda per la sua strada, comunque rimanendo privo di informazioni (aneddoto, purtroppo, tratto da una storia vera).

Ed è così che posti come la Necropoli del Monsorino, a Golasecca, sprofondano nel più totale disinteresse delle istituzioni e rimangono preda della natura che, negli anni, li reclama.

Terminata questa amara, ma interessante, conversazione col mio amico, ecco che lui mi sorprende con una perla: un libro. Descrive un libro sul tema, un bel tomo a suo dire, già dominio degli anni passati e rimasto per anni a prendere polvere in qualche libreria. Notato il mio interesse, aggiunge che la prossima volta che ci saremmo incontrati me lo avrebbe prestato.

Il libro

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Quindi, scrivo per raccontare le meraviglie che ho trovato in questo libro, di Ambrogio Rossi, “Somma Lombardo, da borgo antico a città moderna“, datato 1 settembre 1982.

Ho avuto così la possibilità di erudirmi e raggiungere lo scopo che mi ero prefissato: dare ai concittadini e a quanti si interessano delle cose passate pagine di storia e vita sommese quale incentivo per meglio operare nel tempo che ci sta innanzi.

Ambrogio Rossi

Lo scritto racconta le origini di Somma Lombardo a partire dall’unificazione d’Italia e dai processi di formazione del Comune, arrivando a descrivere il cambiamento avvenuto fino ai primi anni ’80. Ci racconta di Somma, però, in un modo speciale: accanto alle approfondite descrizioni e spiegazioni ci regala delle illustrazioni ricavate direttamente da anni di ricerca negli archivi comunali ed ecclesiastici e nelle biblioteche della zona.

Che si tratti di incisioni, riproduzioni di documenti, mappe o semplici fotografie, ho voluto digitalizzarle e restaurarle al meglio delle mie possibilità per, in un certo senso, portare innanzi il lavoro incominciato da Ambrogio Rossi.

Gli stemmi di Somma

Nel corso della sua storia, Somma Lombardo ha visto l’alternarsi di diversi scudi araldici. Alcuni simboli sono mutuati dalla casata regnante in quel periodo, altri ridisegnati a partire dalla storia della città e alle dominazioni avvicendatesi nel corso del secoli.

Visconti e Della Torre

Stemmi civici

Trascrizioni di documenti

Nel libro, oltre alle interessanti illustrazioni fotografiche, sono presenti delle trascrizioni tipografiche di documenti storici ufficiali o ecclesiastici.

Com’era il Castello dei Visconti di San Vito

Forse si tratta della costruzione storica più nota a Somma Lombardo, anche ai giorni nostri. Il libro raccoglie una vasta selezione di immagini che ne raccontano l’evoluzione nel corso dei secoli. Il tutto è corredato da un’ampia spiegazione della nascita e della crescita dell’influenza dei Visconti sul comune di Somma Lombardo.

Qualche mappa

Ammirando le pagine di questo libro, ogni tanto ci s’imbatte in qualche cartina disegnata squisitamente a mano e riprodotta con il metodo di stampa dell’epoca. Ne sono state scelte alcune giudicando la loro rilevanza storica all’interno dei trascorsi sommesi.

La storia nascosta nei luoghi

Sembra impossibile che nei luoghi che osserviamo tutti i giorni nella nostra vita quotidiana si nasconda tanta storia. Ecco che questo libro ci viene in aiuto presentandoci un po’ di immagini che raccontano la versione passata di posti e monumenti esistenti ancora oggi.

Bonus: una foto antichissima

Tra le pagine centrali, nei capitoli che parlano dello sviluppo della Chiesa nel territorio sommese, si trova questa stupenda immagine d’epoca. Ritrae la chiesa di Sant’Agnese nel corso della celebrazione della festa di San Coronato Martire, patrono di Coarezza e della Polizia Locale, nell’anno 1900.

foto catafalco in s. agnese, festa di san coronato martire
Foto ritraente il catafalco allestito nella chiesa di S. Agnese in occasione della celebrazione del centenario di San Coronato Martire, avvenuto nell’anno 1900.

L’istruzione

Un fatto della città di Somma che colpisce molto è la presenza di numerosi edifici scolastici. Eccoli ritratti com’erano nei primi anni del ‘900, negli anni ’70 e negli anni ’80.

Caproni e la Malpensa

Il destino di Somma Lombardo è da molto tempo indissolubilmente unito all’aeroporto della Malpensa. Nato e cresciuto tra le polemiche, privando la natura di un’ingente parte del Parco del Ticino, e bistrattato dall’amministrazione statale, l’idea di Malpensa affonda le radici in un passato non troppo lontano, legato alla Cascina del signor Gianni Caproni.

foto della cascina malpensa con primo aereo di caproni
Una foto, risalente al 1910, del primo aereo costruito da Gianni Caproni a Cascina Malpensa. Oggi la cascina ha dato il nome al famoso aeroporto.
foto del triplano caproni ca - 4
Una foto, ancora del 1910, che ritrae il triplano “Caproni CA – 4”. Al centro del gruppo raffigurato si trovano i comandanti Troiso e Pensuti.

Per perizia di informazione, preciso che non ho alcun rapporto con Ambrogio Rossi, né col Comune di Somma Lombardo.

Le foto che ho riportato in questo articolo sono semplicemente un adattamento digitale di quelle stampate, ma non ne detengo in alcun modo i diritti di riproduzione, pertanto suddetti diritti rimangono dei rispettivi proprietari.
Alcune di queste foto sono comparse, per quanto mi è noto, in altri ambiti: nella loro versione originale, sul periodico dell’amministrazione comunale di Somma Lombardo, Spazio Aperto, nella pubblicazione II dell’anno 2017; prese direttamente da questo libro (senza alcuna restaurazione digitale) nell’ambito di un’esposizione organizzata alla Fiera del Castello 2017.

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Riccardo

Recentemente laureato in Informatica presso l'Università degli Studi di Milano e in cerca della mia strada. Sono interessato a tutta la tecnologia, ma mi affascinano soprattuto gli aspetti tecnici. Mi ritengo curioso e indago spesso sull'interazione tra l'uomo e la macchina. Nel tempo libero mi diletto a fare il programmatore informatico e sono innamorato del software libero e a sorgente aperta.

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